La Lega Nord ha occupato 3 dei 5 posti nel cda di Ascopiave isolando l’ex presidente Salton e riducendolo a semplice consigliere con l’accusa di essersi autonominato direttore generale Ascopiave a tempo indeterminato con un contratto intoccabile. Il nuovo presidente è Fulvio Zugno, assessore a Ca’ Sugana imposto dal segretario regionale Gobbo scavalcando di fatto Da Re (segretario provinciale) e Zaia (governatore del Veneto) che spingevano per altri nomi alla presidenza del colosso del gas.
Non è tutto, i soci privati di Ascopiave, ossia Finanza Internazionale (fondata da Enrico Marchi, Vice Presidente della Banca Antonveneta, di Assaeroporti, membro della giunta di Assonime e Consigliere di Amministrazione di varie società), Fabio Biasuzzi (presidente di ATECAP), Massimo Colomban (il proprietario di CastelBrando tanto per intenderci, un hotel a 9 livelli con 260 stanze) e Alessandro Fassina (gestisce oltre 20 distributori tramite la Petrolservice sparsi tra le regioni Veneto,Friuli Venezia Giulia, Trentino ed Emilia Romagna), hanno firmato un accordo per chiedere che la quinta poltrona del cda, che spetta appunto ai privati, venga assegnata a Massimo Colomban, fondatore di Permasteelisa, una multinazionale con un patrimonio netto di oltre 170 milioni (nel 2007).
In conclusione il Pdl, che guida solo 20 dei 93 comuni associati ad Ascopiave e senza più potere nel cda, intende dichiarare guerra alla Lega criticandola di non condividere il progetto di rilancio messo in atto dal cda precedente. Alle critiche proveniente dal Pdl il leghista Da Re ha replicato con un gran “e chissenefrega”.
Personalmente credo che l'unico motivo che ha spinto la Lega Nord a non escludere definitivamente Salton dal cda è che il suo licenziamento costerebbe circa 2 milioni di euro ad Ascopiave a causa del contratto dell'ex presidente.

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