Il peso economico dei 27 paesi aderenti alla UE (di cui 17 adottano la moneta unica) presenta grandi differenze. Il paese più forte per Pil e popolazione è la Germania, con un Pil nel 2007 di 2.422,9 miliardi di euro, il 26,9% del Pil complessivo della Ue (€ 12.353 miliardi). Francia (21%), Italia (17,2%), Spagna (11,7%%) costituiscono le economie più rilevanti dell’eurozona, mentre il Regno Unito (16,6%) è di gran lunga la principale economia della Ue fuori area euro.I nuovi arrivati tra il 2004 e il 2007 erano, salvo Malta e Cipro, economie di tipo socialista fino al 1989, che la grande borghesia “europeista”, con la sua politica di “allargamento”, ha avuto la capacità di trasformare, nel tempo storicamente piuttosto breve di un decennio, in “economie di mercato”, compatibili e integrabili nel capitalismo occidentale. Si è trattato però di un’integrazione subordinata e dipendente dal grande capitale finanziario europeo. Il peso complessivo dei nuovi arrivati dell’Europa centro-orientale è piuttosto ridotto: pur contando essi su una popolazione che supera il 20% di quella di tutti i paesi Ue (102,2 milioni su 496 milioni), la percentuale del Pil dei 10 paesi ex socialisti sul totale del Pil della Ue non supera il 7% e superano l’1% solo Polonia (col 2,5%), Repubblica ceca e Romania (appena superiori all’1%).
Da: Ricostruire il partito comunista – Appunti per una discussione
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