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sabato 17 settembre 2011

PD..L, di sinistra

PD..L. Essi, il futuro della siinstra sembra aver come futuro questa sigla, Partito del Lavoro. Cesare Salvi ha lanciato il progetto definitivo (sembrerebbe), per il ritorno della sinistra e dei comunisti tra i banchi del Parlamento. In questi giorni si è consolidato lo schieramento di centro-sinistra con l'incontro a tre, Bersani-Vendola-Di Pietro, ma da sinistra riemergono i socialisti e i comunisti di Salvi e Diliberto chiedendo chiaramente un posto nel Nuovo Ulivo.
Da troppo tempo la parola lavoro viene solo ricamata su poster e volantini da partiti e movimenti più o meno di sinistra, spero che un partito che fa riferimento così chiaramente a questa bella parola, lo possa mettere al centro dell'attenzione di tutto il popolo della sinistra e più generalmente a tutta la popolazione italiana, ancora troppo poco sensibile a questo argomento. Sarà un partito che darà ai lavoratori quote negli organismi e nelle eventuali rappresentazioni istituzionali, dice Cesare Salvi, che dire, io ci credo.
Se effettivamente questo futuro partito nascerà tra le ceneri dei residui della sinistra comunista e il PdCI con il congresso di ottobre cercherà di avvicinarsi a questo nuovo soggetto, mi ci schiererò, con il primo o con il secondo, a seconda dell'impostazione generale del partito, convinto della bontà del progetto.

martedì 3 maggio 2011

Questa è la sinistra

L’immagine dice tutto. CONFUSIONE. Tutti che vogliono l’alleanza della sinistra e tutti che corrono da soli, tutti che inseguono gli altri e a loro volta vengono inseguiti scappando dai primi. Le liste con la falce e martello no perché altrimenti non ci vota nessuno, le liste con il nome di Vendola no perché altrimenti si punta troppo sul leaderismo, liste civiche no perché serve un simbolo nazionale, il simbolo nazionale no perché non lo conosce nessuno, chi non vuole i verdi, chi non vuole i comunisti, chi non vuole i socialisti, chi vuole i socialisti ma non i comunisti, chi vuole i comunisti ma non i verdi, chi vuole i verdi ma non i socialisti. 

sabato 15 gennaio 2011

Riaprire la partita..Oggi!

Inizio oggi, dopo tanto tempo che avevo intenzione di partire, con questa nuova e inedita avventura, scrivere un blog personale. Inizio oggi e inizio con un post intitolato come uno degli ultimi libri di Nichi Vendola perché credo che ora, in questi istanti, durante lo spoglio del grandissimo risultato seppur ancora parziale, del referendum alla FIAT, sia il giorno ideale per dire che noi di sinistra non siamo qua in Italia solo per ricordare chi e cosa facesse il PCI, chi e cosa fosse l'unione sovietica, oggi deve essere il giorno in cui facciamo capire chi sta con i lavoratori, subito, senza pensarci a lungo come fa il Partito Democratico, deve essere uno schieramento automatico dalla parte del più debole, dalla parte dello sfruttato. Non voglio credere che i giochi siano già stati fatti da persone che ritengo mummie della società civile italiana, che i giovani siano già rassegnati ad un futuro di precarietà e insicurezza, non voglio credere che i lavoratori si dividano ogni volta su qualunque scelta e che nessun partito politico riesca a rappresentarli! Gli operai polacchi contro gli operai di Mirafiori, quelli di Mirafiori contro quelli di Pomigliano e cosi via, con questa gara al ribasso che porterà solo la lancetta degli anni per i lavoratori indietro di molti decenni, a prima delle grandi conquiste operaie italiane e mondiali. Oggi c'è stato il referendum alla Fiat, il ricatto, come giustamente è stato chiamato da molti. Voglio commentarlo a caldo, a risultato non ancora definito, hanno vinto gli operai, qualunque sia il verdetto finale, gli operai hanno vinto, non hanno chinato la testa di fronte al padrone! La fiat, ultima grande azienda in Italia, deve essere per la sinistra una possibilità di risalire la china, una possibilità che forse, potrebbe anche essere l'ultima per i prossimi 15 anni in questo Paese. Negli occhi degli operai intervistati prima del voto si vedeva preoccupazione, smarrimento, paura, rassegnazione per un esito scontato, quello di perdere, ma grazie alla Fiom e a tutte le persone che credono in un progetto alternativo a quello fascista messo in piedi da Marchionne questa sconfitta potrebbe non arrivare! Anzi, potrebbe essere il rilancio del movimento operaio in Italia.
Marchionne cancella i diritti pensando di mettere buoni gli operai dando le briciole, questa volta, fortunatamente, gli operai e quindi chi lavora, hanno detto no! No ai ricatti! Si ai diritti dei lavoratori!


Dopo anni di sconfitte per la sinistra e per i lavoratori italiani può iniziare oggi una nuova stagione della politica italiana, la stagione dei lavoratori, quei lavoratori troppo a lungo dimenticati....