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giovedì 19 maggio 2011

Io non ci credo

Quante volte negli ultimi 25 anni avete sentito dire "la falce e martello è un simbolo vecchio"? Credo un'infinità. Eppure ogni volta che lo sento non posso fare a meno di chiedermi che vuol dire vecchio in questo momento. Mai ho sentito muovere una critica allo scudo crociato dell'udc, eppure si ispira ad un simbolo che ha 2011 anni, o all'ulivo del pd, quello di anni ne ha ancora di più (ricordate la colomba di Noè?).

Falce e martello sono uniti in un simbolo da nemmeno ha 100 anni, eppure tanti sembrano convinti che siano vecchi simboli di un passato troppo distante per poter essere ricordato e portato con orgoglio. Io credo invece che nella falce e martello sia impossibile non riconoscersi per gran parte della popolazione: è un simbolo semplice, di unione, di forza, di lavoro, di collaborazione! Non è vecchio!

lunedì 9 maggio 2011

Il PCI della gente

Il PCI non è morto, è ferito ma vivo
e lo dico e lo penso, ci ragiono e lo scrivo
il PCI non è il Duce che abolisce i partiti
il PCI è Berlinguer che li vuole più uniti
il PCI non è Occhetto e nemmeno Cossutta
è una massa di gente che lavora e che lotta
ma se litigano i grandi e tirano fuori gli artigli
come in tutti i divorzi ci rimettono i figli

sabato 15 gennaio 2011

Riaprire la partita..Oggi!

Inizio oggi, dopo tanto tempo che avevo intenzione di partire, con questa nuova e inedita avventura, scrivere un blog personale. Inizio oggi e inizio con un post intitolato come uno degli ultimi libri di Nichi Vendola perché credo che ora, in questi istanti, durante lo spoglio del grandissimo risultato seppur ancora parziale, del referendum alla FIAT, sia il giorno ideale per dire che noi di sinistra non siamo qua in Italia solo per ricordare chi e cosa facesse il PCI, chi e cosa fosse l'unione sovietica, oggi deve essere il giorno in cui facciamo capire chi sta con i lavoratori, subito, senza pensarci a lungo come fa il Partito Democratico, deve essere uno schieramento automatico dalla parte del più debole, dalla parte dello sfruttato. Non voglio credere che i giochi siano già stati fatti da persone che ritengo mummie della società civile italiana, che i giovani siano già rassegnati ad un futuro di precarietà e insicurezza, non voglio credere che i lavoratori si dividano ogni volta su qualunque scelta e che nessun partito politico riesca a rappresentarli! Gli operai polacchi contro gli operai di Mirafiori, quelli di Mirafiori contro quelli di Pomigliano e cosi via, con questa gara al ribasso che porterà solo la lancetta degli anni per i lavoratori indietro di molti decenni, a prima delle grandi conquiste operaie italiane e mondiali. Oggi c'è stato il referendum alla Fiat, il ricatto, come giustamente è stato chiamato da molti. Voglio commentarlo a caldo, a risultato non ancora definito, hanno vinto gli operai, qualunque sia il verdetto finale, gli operai hanno vinto, non hanno chinato la testa di fronte al padrone! La fiat, ultima grande azienda in Italia, deve essere per la sinistra una possibilità di risalire la china, una possibilità che forse, potrebbe anche essere l'ultima per i prossimi 15 anni in questo Paese. Negli occhi degli operai intervistati prima del voto si vedeva preoccupazione, smarrimento, paura, rassegnazione per un esito scontato, quello di perdere, ma grazie alla Fiom e a tutte le persone che credono in un progetto alternativo a quello fascista messo in piedi da Marchionne questa sconfitta potrebbe non arrivare! Anzi, potrebbe essere il rilancio del movimento operaio in Italia.
Marchionne cancella i diritti pensando di mettere buoni gli operai dando le briciole, questa volta, fortunatamente, gli operai e quindi chi lavora, hanno detto no! No ai ricatti! Si ai diritti dei lavoratori!


Dopo anni di sconfitte per la sinistra e per i lavoratori italiani può iniziare oggi una nuova stagione della politica italiana, la stagione dei lavoratori, quei lavoratori troppo a lungo dimenticati....